sabato 30 novembre 2013
Mi hanno lasciato i miei taccuini, carta, penna, e inchiostro, perché sono un ufficiale e un gentiluomo. Così scrivo e aspetto. Non difendo nessuna causa, né amo nessuna persona viva. Il fatto di non avere un futuro, se non le poche ore che ho da contare davanti a me, sembra non disturbarmi granché. ....
Quanto manca per Babilonia ? - Jennifer Johnston - Fazi Editore
martedì 26 novembre 2013
1. Del viaggiare
Per la verità, non amo molto viaggiare. Tutti i miei viaggi li ho affrontati malvolentieri, la realtà dei nuovi paesi equivale quella dei vecchi. Le città mai viste, arrivandoci, mi preoccupano anzi come vere e proprie persone che bisogna prima attentamente conoscere se non si vuol correre il rischio di legarvisi con un'amicizia inutile e precipitosa. Il traffico, gli abitanti, certe frasi che si colgono a volo, le risposte del garzone del buffet, le sfumature del nuovo dialetto, invece di interessarmi, ormai mi rattristano. Non ho tralasciata l'abitudine giovanile di tenere in casa un quadernetto, ma gli appunti che vi trovo, alla fine, sono così futili! E ciò che di rado nel mio ambiente mi colpisce, ossia che la vita scorre ogni giorno e una volta per sempre, mi si rivela altrove irreparabilmente vero. ....
2. Nel paese dei poveri
C'è però da stare allegri in questo paese. Privi di risorse, gli abitanti vivono nella più gaia miseria possibile, confortati da una tenace fede nel dopodomani. Credono in Dio e nel segreto dei loro pensieri amano immaginarselo ricco. Però, delusi ed esasperati come sono, lo ingiuriano e sfidano con la quotidiana esposizione delle loro disgrazie: ma poi gliele perdonano. .....
Diario Notturno - Ennio Flaiano - Adelphi - 1994
lunedì 25 novembre 2013
domenica 24 novembre 2013
Il resto è finzione
Da bambina divoravo libri d'avventure nei quali i protagonisti erano solo uomini e tutti correvano rischi incredibili.
Erano sempre sul punto di cadere in qualche agguato, di essere bolliti in enormi pentole, passati a fil di spada, privati della cotenna, impalati, impiccati, fucilati, affogati, colpiti da frecce avvelenate o da pallottole, legati a un palo sopra una catasta di legna cui sarebbe stato appiccato il fuoco di lì a poco, torturati, seviziati, impegnati in sanguinosi corpo a corpo con ferocissime belve o crudeli pirati dopo tumultuosi arrembaggi, calpestati da elefanti impazziti, strangolati da serpenti di dimensioni impossibili, inseguiti in fitte foreste da nemici implacabili e silenziosi, traditi da ignobili spioni o dalla insospettata profondità delle acque nel guado di un fiume, braccati da torme di lupi affamati.
Ma gli andava sempre bene. ...
< La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci >
... Qualche volta c'era un personaggio femminile, in queste storie, ma era del tutto marginale. Aspettava soltanto, sognando il ritorno dell'eroe. La storia importante era una storia di uomini e le donne erano solo un'appendice trascurabile
Prima le donne e i bambini - Elena Gianini Belotti - Feltrinelli Editore - 1998
sabato 23 novembre 2013
Nell'antica Grecia, luoghi quali incroci, sorgenti, pozzi, boschi erano "abitati": da dèi e dee, ninfe, daimones. Gli uomini dovevano essere consapevoli dello spirito, della sensibilità, dell'immaginazione che vi sovrintendeva e di come corrispondere al luogo in cui ci si trovava. Nella nostra cultura, invece, a partire da Cartesio a Newton - con le astrazioni del razionalismo e la rivoluzione scientifica del Seicento -, i luoghi hanno perso l'anima: abbiamo sostituito l'individualità, la specificità con l'idea di uno spazio "vuoto", uniforme, che si può misurare e occupare. Seguendo le orme di Carl Gustav Jung e dei greci, James Hillman - il grande psicologo e filosofo americano che ha riportato al centro della nostra riflessione l'idea di "anima" - recupera l'antica nozione di una natura animata che assorbe i pensieri e le tradizioni degli uomini che la abitano da secoli o millenni. In questo nuovo libro, Hillman parla dell'anima dei luoghi - e del senso della bellezza, e della necessità di preservarlo - con l'architetto Carlo Truppi, in un dialogo nato in un luogo speciale, Siracusa, in occasione di un convegno sul recupero dell'isola di Ortigia. E' un dialogo che si snoda in una terra di frontiera, e su sentieri diversi e intrecciati lo psicologo e l'architetto vanno alla ricerca di idee e di significati che superano i confini tra le discipline. E' un appello a risvegliarsi dall' "anestesia" e dall'incapacità di provare sensazioni che avvolge la nostra cultura, a riscoprire la concezione "animistica, e dunque pagana, secondo la quale tutto è vivo, tutto ci parla. E' un atto di fede nella bellezza che sola può restituire un senso all'architettura, al paesaggio, alle città, e alla nostra stessa vita.
James Hillman - L'anima dei luoghi.Conversazione con Carlo Truppi - Rizzoli Editore - 2004
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